Con l’unione civile nasce una vera e propria famiglia composta da due persone dello stesso sesso
L’unione civile tra persone dello stesso sesso è sostanzialmente equivalente al matrimonio tra uomo e donna
Non è possibile adottare il figlio naturale o biologico del partner in un’unione civile: questo è quanto stabilito dalla legge.
Ma non poche sentenze emesse da alcuni giudici hanno aperto la strada all’adozione da parte delle coppie omosessuali (il 3.7.2013 il Tribunale di Parma, il 31.10.2013 il Tribunale di Bologna e il 4.12.2013 il Tribunale di Palermo, hanno dato in affidamento temporaneo un minore ad una coppia omosessuale – la Corte di Cassazione con sentenza 601/2013 ha riconosciuto alle coppie omosessuali che danno adeguate garanzie la possibilità di allevare minori – il Tribunale di Roma nel marzo 2016 ha ammesso la possibilità di un adozione incrociata in favore di una coppia di donne con un figlio ciascuna – la Corte d’Appello di Milano ha dichiarato l’efficacia in Italia del provvedimento con cui una donna ha adottato in Spagna la figlia della sua compagna)
L’unione civile si costituisce con semplice dichiarazione resa davanti all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni
Non è necessario fare le pubblicazioni; ma forse successivi provvedimenti legislativi potrebbero prevederle
I partner dell’unione civile possono assumere un cognome unico (scegliendolo tra i loro) per la sola durata dell’unione. Questa circostanza potrebbe creare problemi nelle compravendite immobiliari: si pensi a Mario Rossi e Gianni Bianchi uniti civilmente che assumono come cognome comune Rossi e scelgono la separazione dei beni; Gianni Bianchi diventa Gianni Rossi e acquista una casa; i due poi si separano; Gianni Rossi ritorna ad essere Gianni Bianchi e vuole vendere la casa; la casa però è intestata a Gianni Rossi e difficilmente il notaio stipulerà una compravendita in cui Gianni Bianchi vende la casa intestata a Gianni Rossi; occorrerà un intervento legislativo per ovviare a tale grave inconveniente
Non si può formalizzare un’unione civile: tra persone legate da precedente vincolo matrimoniale o da precedente unione civile (si vuole in sostanza evitare la poligamia); tra presone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione o affiliazione; tra zii e nipoti; con infermi di mente; se il consenso è estorto con violenza o determinato dall’errore sull’identità del partner (mi unisco civilmente a te, ma ero convinto che tu fossi un’altra persona). Infine se sono condannato per omicidio nei confronti di una persona, non posso unirmi civilmente al suo coniuge o al suo partner.
Vale per le persone unite civilmente il regime successorio che vige tra i coniugi
In caso di sentenza che rettifica l’attribuzione del sesso, l’unione civile si scioglie: in questo caso, infatti, non siamo più in presenza di due persone dello stesso sesso, ma di due persone di sesso diverso: non è possibile in questo caso l’unione civile; occorre celebrare il matrimonio.
Per altro verso, nel caso di due persone di sesso diverso unite in matrimonio, ove venga rettificato anagraficamente il sesso di una delle due a seguito di sentenza, se i coniugi hanno manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti civili, consegue la automatica instaurazione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso
Il regime patrimoniale dell’unione civile è quello della comunione legale dei beni
I partner possono tuttavia optare per la separazione (sia alla costituzione del vincolo che in un momento successivo davanti al notaio), oppure possono scegliere un regime di comunione diverso da quello legale ed infine costituire un fondo patrimoniale (sempre dal notaio).
Per mettere la parola fine ad un’unione civile basterà che anche solo uno dei due partner presenti una comunicazione all’ufficiale di stato civile contenente la volontà di sciogliere l’unione; tale dichiarazione però non è sufficiente
Decorsi tre mesi dalla dichiarazione, si dovrà chiedere il divorzio vero e proprio; sono previste tre possibilità: con ricorso al Giudice che, previo esperimento del tentativo di conciliazione, emetterà sentenza di divorzio (normalmente si segue questa procedura in caso di disaccordo tra le parti); con la procedura di negoziazione assistita: non si va in Tribunale, ma si stipula un accordo di scioglimento con l’assistenza di un avvocato (uno per ciascuna parte) al quale spetta l’obbligo di trasmettere l’accordo stesso all’ufficiale di stato civile; infine attraverso la sottoscrizione di un accordo di scioglimento dell’unione civile davanti al sindaco (questo accordo non può contenere trasferimenti immobiliari e può essere sottoscritto dai soli partner senza l’assistenza dell’avvocato)
Il partner di un’unione civile ha diritto ad ottenere il permesso di soggiorno per ragioni legate al ricongiungimento familiare

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